Le Cartaviglie degli animali e l’ABC della realtà aumentata

Ventuno tessere come le lettere dell’alfabeto. Da un lato i colori cangianti delle illustrazioni di sette giovani artisti. Dall’altro, in caratteri tipografici, il nome di un animale e un sostantivo che contrassegna il rapporto dell’uomo, tutt’altro che etico, con quell’animale. Dalla A di astice/acqua alla Z di zebra/zoo. Le “Cartaviglie degli animali” sono la ristampa aggiornata del volume edito da Safarà nel 2016 “Abbecedario degli animali”, curato dal ricercatore Alessandro Fiori in collaborazione con l’associazione Essere Animali. La differenza, oltre al formato e al titolo, è nell’applicazione della realtà aumentata per la fruizione dei contenuti. In una scheda a parte sono fornite le istruzioni: il lettore deve scaricare la app Wikitude sul proprio smartphone, digitare il nome Cartaviglie nel motore di ricerca e puntare il dispositivo sulle singole tessere. Le illustrazioni improvvisamente si animano e dalle singole lettere si accede a dati, fonti autorevoli e verificate, ricerche internazionali e articoli linkabili sul mondo animale. L’arte, la scienza e la tecnologia si mettono in dialogo in questa pubblicazione che inaugura la collana omonima “Cartaviglie”, nome che fa l’occhiolino a Gianni Toti, il poetronico inventore di questa crasi tra “carta” e “meraviglie”, mirabile sintesi dell’integrazione tra supporto fisico e digitale che avviene con la realtà aumentata.

Abbiamo già parlato di realtà aumentata nelle sue implicazioni con l’arte

Le “Cartaviglie degli animali” mettono invece in luce l’ABC delle potenzialità della realtà aumentata rispetto all’editoria:

A.

Aggiornamento e dinamicità

Tutti i testi scientifici o di ricerca si scontrano con la velocità rapidissima di aggiornamento dei dati. Oggi il libro tradizionale rischia di diventare un oggetto rapidamente obsoleto. Da “Abbecedario degli animali” alle “Cartaviglie degli animali”, tutti i contenuti e le fonti sono stati aggiornati e controllati. Destinare la loro fruizione online consente di poter svolgere un aggiornamento permanente: verificare il funzionamento dei link (quante volte le sitografie dei libri sono inutilizzabili); portare nuovi dati in evidenza; correggere in itinere le informazioni.

Il lettore non compra un libro ma un oggetto aggiornato e verificato, in continua trasformazione.

B.

Basta sprechi!

Il digitale non ha limiti di spazio o di numeri di pagina. L’aggiornamento delle informazioni fruibili grazie alla realtà aumentata consente di aumentare la durata di vita delle singole pubblicazioni. Riduce la quantità di titoli che vanno periodicamente al macero e, a proposito della sostenibilità ambientale, tema centrale delle “Cartaviglie degli animali”, s’inserisce in una dinamica ecologica ed economica virtuosa. 

C.

Conoscenza e Connettività

I dati dicono che in Italia ci sono pochi lettori di libri, ma non abbiamo mai letto tanti dati e tante informazioni come in quest’ultimo decennio. La realtà aumentata rende il libro uno strumento allineato e non contrapposto all’affermarsi dei modelli di trasferimento digitale della conoscenza. Integrare contenuti fisici a digitali, attraverso link o percorsi, rende il lettore protagonista di un’esperienza immersiva, personale, interattiva. Lo suggerisce anche il formato delle tessere sciolte delle “Cartaviglie degli animali”: non ci sono percorsi preordinati. 

D.

Dentro le opere

Il libro tradizionale è deposito della parola scritta e della visione di oggetti bidimensionali statici. La realtà aumentata invece permette al libro di integrare molti altri canali con cui apprendiamo le informazioni. Nelle “Cartaviglie degli animali” le illustrazioni in realtà aumentata si animano. Ugualmente un catalogo d’arte può far navigare il lettore tra le riproduzioni di opere in altissima risoluzione; una monografia di un’artista presentare materiali di archivio, sonori, in movimento. Senza pensare alle implicazioni della realtà aumentata nella didattica e nell’editoria scolastica.

E.

E-book e qr-code? Molto di più

Insomma la realtà aumentata non è un semplice qr-code e nemmeno ha a che fare con l’e-book. Come i qr-code, ma senza richiedere la stampa di un codice, la realtà aumentata attiva i contenuti dal riconoscimento della pagina target a partire dalle sue geometrie e dialettiche tra spazi pieni e vuoti. I contenuti, a differenza di quanto avviene nell’e-book, vivono e si attivano nella loro relazione con il supporto fisico. 

Insomma la realtà aumentata è indubbiamente una delle tecnologie a più alto impatto per l’editoria: permette di innovare i volumi esistenti e di creare persino nuove tipologie o format di prodotto. Noi lo abbiamo iniziato a fare già nel 2018 con La parola poesia è la prima poesia, un viaggio nell’archivio multimediale di Gianni Toti.

La collana Cartaviglie avrà altre uscite. Seguiteci nel sito dedicato per rimanere informati.

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