Il ruolo della blockchain nell’autenticazione delle opere d’arte

L’applicazione della tecnologia blockchain per la certificazione delle opere d’arte ha tutte le potenzialità per consentire di limitare lo storico problema della contraffazione, che affligge da sempre il mercato dell’arte.

Come funziona la blockchain

Richiamando quanto emerso nel precedente articolo  possiamo considerare la blockchain come un registro digitale di tutte le transazioni eseguite tra i partecipanti, garantendo la certezza e la verificabilità di ogni singola transazione avvenuta e di tutti i dettagli relativi ad essa.

I principali problemi della contraffazione

Nonostante non sia possibile ottenere una stima accurata del numero di opere d’arte false o attribuite in modo erroneo, sono molte le fonti a fare riferimento a numeri difficili da credere: oltre il 40%!

Spesso è quasi impossibile distinguere le opere originali dalle contraffazioni più accurate; un caso emblematico è certamente quello di Han van Meegeren, pittore e ritrattista olandese considerato tra i più illustri ed abili falsari d’arte del XX secolo, arricchitosi riproducendo quadri di Johannes Vermeer.

Nella lotta alla contraffazione delle opere d’arte diventa quindi fondamentale attestare 2 aspetti, strettamente legati e complementari:

– autenticità: il fatto che l’opera sia vera, in una prima istanza
provenienza: il fatto che, in caso di compravendita, si riesca a tracciarne la provenienza

Perché la blockchain può certificare l’originalità delle opere

Per avere un archivio in grado di attestare l’autenticità delle opere certamente non è fondamentale l’impiego della tecnologia blockchain: è possibile tracciare la provenienza delle opere d’arte e di qualsiasi altro bene anche attraverso l’utilizzo di tradizionali registri, sia cartacei che digitali.

Il vero problema è dunque di diversa natura: l’affidabilità del registro stesso!

Infatti, è possibile immaginare che un registro cartaceo possa venire rubato, andare distrutto, essere manomesso, oppure – molto più semplicemente – la sua consultazione potrebbe essere appannaggio di pochi.

Viceversa, un registro digitale potrebbe essere considerato più affidabile, magari mettendolo a disposizione di tutti e ridondando in altre banche dati le informazioni contenute all’interno di esso, al fine di evitare che il relativo patrimonio di informazioni venga perduto in caso di danneggiamenti.

Nonostante ciò, un registro digitale qualsiasi potrebbe comunque venire manomesso, sia da parte dei gestori del registro stesso, sia nell’eventualità di qualche attacco informatico proveniente dall’esterno. Pertanto, le problematiche principali sembrano fare riferimento alla centralizzazione dell’informazione, la quale – oltre ad esporre i dati ad una maggiore vulnerabilità –  rende necessaria la fiducia nei confronti dell’autorità centrale che presidia il registro stesso.

Un database decentralizzato costruito sulla blockchain non rende più necessaria la presenza di istituzioni e database centralizzati, poiché è in grado di garantire la trasparenza e la certezza dell’informazione contenuta all’interno di esso.

Come tracciare il percorso delle opere d’arte con la blockchain

Come già anticipato nel precedente articolo ad argomento blockchain, un concetto strettamente legato alla blockchain è quello di ‘token’, ovvero rappresentazioni digitali di qualsiasi bene e di ampie categorie di diritti; in questo modo, diventa dunque possibile incorporare in un token il valore di un’opera d’arte e tutti i diritti ad essa sottesi.

Diventa dunque possibile trasferire la proprietà dell’opera d’arte congiuntamente alla sua identità digitale, costituita dal token rappresentativo di essa. In questo modo, in ogni momento sarà possibile verificare che il token rappresentativo di un’opera d’arte sia lo stesso inizialmente emesso dall’artista o dal primo soggetto certificatore, risalendo alle transazioni precedenti di cui è stato oggetto il token stesso; così facendo, date le caratteristiche fondamentali della tecnologia blockchain di immutabilità, sicurezza e trasparenza del dato, si ottiene la certezza riguardo alla provenienza dell’opera d’arte.

La piaga dei falsi e la difficile tracciabilità dei beni non sono problematiche della sola artistica, ma anche di molti altri settori, tra cui quelli del food e del luxury.

Infatti, sempre più spesso, nel settore del food si assiste alla scoperta di prodotti – o di componenti di essi – che non rispettano quanto dichiarato; diventa pertanto fondamentale essere in grado di garantire al consumatore la provenienza dei prodotti, tracciando passo dopo passo la storia del prodotto e rendendola visibile a tutti. Un esempio virtuoso dell’applicazione di questa tecnologia al food è rappresentato dall’utilizzo nella filiera del freddo da parte di Bofrost, in grado tracciare l’intera storia del prodotto, permettendo dunque al consumatore di essere informato sull’origine dei prodotti acquistati.

Un altro esempio può essere ricondotto all’utilizzo della tecnologia blockchain nel luxury, in cui nel 2019 la multinazionale francese LVMH ha avviato un percorso per tracciare la provenienza dei beni di lusso acquistati, a partire dai materiali di fabbricazione fino al raggiungimento del punto vendita.

Tutto ciò viene reso possibile su blockchain di Ethereum dall’utilizzo di token ERC-721, lo standard più diffuso per la costruzione di beni non fungibili; questi beni sono infatti beni unici, non sono dunque intercambiabili, uniformi e divisibili. Pertanto, è possibile comprendere come la non-intercambiabilità, l’unicità e l’indivisibilità di questi token sia indispensabile per i mercati che lottano con i falsi e la scarsa tracciabilità dei beni.

L’autenticazione mediante blockchain può favorire lo sviluppo del mercato dell’arte

Pertanto, è semplice comprendere come l’autenticazione con blockchain possa nuovamente risultare fondamentale per il mercato dell’arte, permettendo di garantire la certezza delle informazioni (certificati digitali attestanti l’originalità dell’opera, elenco dei precedenti proprietari, prezzo d’acquisto, data d’acquisto, etc.) relative ad un’opera d’arte, in tutto il suo ciclo di vita.

Una maggiore sicurezza in merito all’autenticazione con blockchain delle opere d’arte è in grado di generare benefici non solamente per gli acquirenti, bensì per l’intero mercato dell’arte; infatti, una maggiore certezza relativamente all’autenticità di un’opera è fondamentale al fine di semplificare i processi di acquisto delle opere stesse, permettendo di beneficiarne – oltre che all’acquirente – anche al venditore e all’intero movimento artistico, quest’ultimo arricchito anche in termini di credibilità, oltre che di giro d’affari.

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