Mercato dell’arte: un ossimoro solo apparente

Siamo abituati a pensare all’arte come ad un espressione del sé. L’arte e i beni da collezione sono anche oggetto di un vasto mercato, che continua a crescere, pur rimanendo limiti delle abitudini, dei modelli e delle infrastrutture consolidate. Abbiamo cercato di inquadrarlo meglio, evidenziando una serie di tendenze e di opportunità di innovazione.

Mercato dell’arte: ancora in crescita e sottostimato

Gli scambi di beni artistici hanno raggiunto nel 2018 i 67,4 miliardi di dollari, segnando un +6% sul 2017, secondo uno studio di Claire McAndrew, fondatrice di Arts Economics. Un aumento mostrato anche nel volume delle vendite d’arte globali che hanno raggiunto circa 40 milioni di transazioni nel 2018, rispetto ai 39 milioni dell’anno precedente. Sul podio il Nord America, con l’Europa al secondo posto. Come osserva l’Art Basel Institute, questo porta il mercato al secondo livello più alto in 10 anni, con valori in aumento del 9% rispetto a decennio dal 2008 al 2018. Un mercato ben più ampio però se si considerano anche gli altri beni da collezione, i cosiddetti passion assets (antichità, orologi, gioielli, vini da collezione, fotografia e design). O contenuti artistici quali video installazioni, cortometraggi, pubblicazioni, colonne sonore, cartoni, illustrazioni, mini-film, persino corsi di formazione non tracciati dai report ufficiali. Oppure il folto sottobosco di opere emergenti e sconosciute al di fuori delle grandi firme battute sul mercato delle aste.

Freni e opportunità

Il mercato dell’arte – che come si è visto ha un perimetro molto mobile e diversamente definito a seconda delle fonti – potrebbe volare molto più in alto, se solo osasse farlo. È un’arena caratterizzata da scarsa trasparenza, mancanza di standard per la determinazione di confini e prezzi, legislazioni non armonizzate a livello internazionale, forte frammentazione, asimmetrie informative e, drammaticamente, limitati investimenti in innovazione tecnologica. Per questi stessi motivi, le opportunità di crescita sono consistenti. Ecco alcuni trend che denotano un certo fermento.

Vendite on line in crescita

Una quadro davvero interessante, ritratto da Statista, riguarda la parte on line delle vendite di opere d’arte.

  • Le vendite d’arte online globali nel 2019 sono in aumento del 4% rispetto all’anno precedente
  • Si prevede che le vendite d’arte online aumenteranno fino a un totale di 9,32 miliardi di dollari USA entro il 2024
  • Il 29% degli intervistati ha dichiarato che preferiscono comprare arte online in 2019
  • L’80% delle transazioni avviene da desktop

Online, largo ai giovani

 Il futuro proiettato dai dati di The Art Basel and UBS Global Art Market Report caratterizza le vendite on line in modo ancora più puntuale mettendo il luce i nuovi comportamenti degli acquirenti di nuova generazione.

  • Sulla base di un’indagine su cinque mercati nazionali nel 2018, il 93% dei collezionisti Millennial High Net Worth (HNW) ha riferito di aver acquistato opere d’arte o oggetti da una piattaforma online, rispetto alla maggior parte dei baby boomers che non avevano mai acquistato arte online prima.
  • Stando ad una recente ricerca di Deloitte su Art Finance il 23% dei millennials che acquistano opere d’arte online non hanno mai acquistato opere d’arte in luoghi fisici, come fiere o gallerie d’arte.

Nuovo spazio alle piattaforme specializzate

Il comportamento degli acquirenti on line porta a supporre che le piattaforme di vendita online possano ricoprire, nei prossimi anni, un ruolo importante nell’educazione delle nuove generazioni e nella loro introduzione al collezionismo d’arte. Soprattutto, se rese più solide da meccanismi certi di autenticazione delle opere e certificazione delle transazioni, anche grazie a tecnologie blockchain, ancora lontane dalla fase di maturità. E se orientate a dare agli artisti, soprattutto emergenti, strumenti innovativi di esposizione delle proprie opere.

L’arte come investimento

Sempre nel report Deloitte 8 su 10 operatori di settore dichiarano che i propri clienti comprano arte per passione verso il collezionismo ma anche come forma di investimento. Quasi 7 su 10 dei collezionisti confermano questo approccio, che Deloitte classifica come definitivamente consolidato. La crescita dell’attenzione al valore finanziario dell’acquisto di opere d’arte porta con sé, come trend a lungo termine, anche una sempre più stretta interconnessione tra arte e gestione patrimoniale. La costante crescita di attenzione nei confronti di servizi specifici dedicati all’arte è un trend ormai consolidato: quasi 9 gestori patrimoniali su 10 infatti affermano che i beni artistici e gli oggetti da collezione debbano essere inclusi nell’offerta di servizi proposti al mercato.

Aumenta l’interesse per le opere inedite

Si conferma l’interesse dei collezionisti verso opere inedite, correnti artistiche lontane e carriere di artisti poco riconosciuti dalla critica ma di grande valore nel rispettivo contesto storico-culturale, fenomeno dimostrato dall’aumento dell’11%, nel 2019, delle aste diurne. La visibilità e il marketing della propria arte è una sfida molto ardua per gli artisti sconosciuti. Per questo le piattaforme on line e alcuni meccanismi di intermediazione possono agevolare l’autopromozione e l’accesso ad un pubblico molto più ampio.

Artech: aumentano le aspettative

Per far fronte a queste sfide, oltre agli strumenti finanziari, è la tecnologia ad essere chiamata a offrire soluzioni efficaci e concrete, su temi di Provenienza e tracciabilità, Trasparenza, Autenticità, Informazione e formazione, Valutazione. Dopo la prima generazione di servizi Artech, focalizzati sulla vendita on line, le più recenti iniziative e startup sconfinano sui servizi di logistica, assicurazioni, data analytics, educazione, scoperta di nuovi artisti. Auspicabilmente, il mercato dell’arte si sta aprendo dunque a nuovi modelli abilitati dalle nuove tecnologie tra cui AI, blockchain, IoT, big data, tecnologie immersive.

La digitalizzazione al cuore del new normal

Il processo di digitalizzazione già avviato in alcuni ambiti e regioni tenderà a consolidarsi a livello internazionale anche a causa della pandemia. Gli operatori del settore dovranno pianificare e implementare nuove strategie per mantenere viva la propria offerta, gestire la propria attività e creare nuove esperienze per i propri pubblici. La tecnologia sarà un elemento abilitante fondamentale, ben oltre il meritevole go-live di collezioni prima inaccessibili e orientato a creare nuove modalità d’interazione con il pubblico.

Proprietà frazionata ad alto potenziale

Altro fenomeno interessante è quello evidenziato dall’Hiscox Online Art Trade Report: la proprietà frazionata può rappresentare un canale per il possibile ingresso di nuovi acquirenti nel mercato dell’arte, soprattutto tra i più giovani. Il 51% degli acquirenti under 30 di opere d’arte, infatti, afferma che potrebbe prendere in considerazione la proprietà frazionata di opere d’arte come forma di investimento. Cartolarizzazione e tokenizzazione sono le keyword del futuro: avremo modo di parlarne.

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