Gianni Toti: il poeta della rievoluzione in mostra al Macro

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Gianni Toti: il Poeta Della Rievoluzione In Mostra Al Macro

Gianni Toti è stato uno degli artisti più importanti nel panorama della sperimentazione artistica mondiale e il 20 giugno, al MACRO di Roma, in occasione di quello che sarebbe stato il suo 95^ compleanno, si potranno “incontrare” alcune delle videopere realizzate dall’artista Poetronico (neologismo nato dalla fusione di poesia ed elettronica) e selezionate per l’occasione dalla start-up Poetronicart che ne cura l’archivio.

Il pomeriggio, che si svolgerà presso la Sala Cinema di Via Nizza (Roma), vedrà alternarsi la proiezione di 5 opere, realizzate tra il 1981 e il 1999, a interventi di ospiti del calibro di Sandra Lischi e José Carlos Mariategui: studiosi e professionisti che hanno conosciuto e lavorato a stretto contatto con Toti, oltre che da Pia Abelli Toti, moglie del poeta e attuale presidente de La Casa Totiana, realtà che ne conserva le memorie.

Il filo rosso della giornata sarà l’utilizzo sperimentale che Toti ha fatto degli strumenti tecnologici per sintetizzare, in un’unica narrazione, arte e scienza. Le opere selezionate attingono all’epoca nella quale le prime macchine per la manipolazione delle immagini prendevano vita, i mixer digitali apparivano nei grandi studi televisivi e i computer — capaci di sintetizzare le immagini in codice binario — si apprestavano a stravolgere completamente il senso e la percezione del mondo video. Per Toti gli strumenti tecnologici hanno l’ambizione di aiutare il pensiero a superare “gli ultimi residui di quella strana specie di razzismo intellettuale antiartistico, che alligna ancora tra noi contro le licenziosità del pensiero poetante”.
(da I mixerabili, in Cinema 60 1981, n°139)

Toti infatti nelle sue videopere ha sempre usato: elettronica, immagini, video, musica e voce per creare narrazioni audiologovisive dalla straripante forza immaginativa.

Come un fisico — diceva spesso — costruisce le sue teorie con la matematica perché questa gli permette di immaginare più cose di quanto egli sia capace di pensarne con chiarezza: allo stesso modo il videoartista costruisce le sue transequenze poetroniche perchè gli permettono di immaginare figure deldiscorso che si superano senza corrispondere più a nessun corpo, a nessuna facile realtà apparente o illusoria.

L’appuntamento è quindi per il 20 giugno al Macro.
L’ingresso è gratuito.

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