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Blog POETRONICART

GIANNI TOTI LAB - Videoarte e tecnologie nell’opera di Gianni Toti

Team POETRONICART - Sunday, December 10, 2017
GIANNI TOTI-LAB
Videoarte e tecnologie nell’opera di Gianni Toti


L’associazione culturale La Casa Totiana, in collaborazione con la start-up innovativa Poetronicart, organizza un ciclo di laboratori sull’opera videoartistica di Gianni Toti (1924-2007): videopoeta, anzi poetronico, come amava definirsi, pioniere della ricerca e sperimentazione dei linguaggi elettronici e digitali riconosciuto a livello internazionale.

“Gianni Toti Lab. Videoarte e tecnologie nell’opera di Gianni Toti” comprende:

7 incontri di due ore l’uno, da gennaio a maggio 2018

7 videopere e videopoemopere tra le più significative di Gianni Toti, proiettate integralmente e su grande schermo (condizioni queste, piuttosto rare): dalle prime opere realizzate con consolle elettronica e paintbox, presso il Settore Ricerca e Sperimentazione Programmi, a quelle realizzate interamente in digitale in Francia e Canada.

7 docenti, studiosi ed esperti di linguaggi d’arte contemporanei chiamati a analizzare, approfondire, discutere le opere di Gianni Toti insieme ai partecipanti, ciascuno con un proprio approccio e metodo: Marco Palladini, regista, scrittore, drammaturgo e performer, e poi alcuni tra i docenti che hanno non solo segnato, ma costruito la bibliografia della videoarte e delle arti mediali a livello nazionale e internazionale: Valentina Valentini, Silvia Bordini, Sandra Lischi, Francesca Gallo, Bruno Di Marino e Marco Maria Gazzano.

1 location d’eccezione, ossia La Casa Totiana, casa-laboratorio di Gianni Toti: il suo archivio, la sua biblioteca, la sua videoteca riconosciuti dalla Soprintendenza dei Beni Culturali della Regione Lazio, attraverso i quali ricostruire insieme ai docenti i processi di realizzazione delle opere

Un ciclo di incontri per interrogarsi sul guardare, sul processo creativo che trasforma le idee in opere. Un’occasione per imparare a descrivere, per apprendere e affinare strumenti e metodi, per ricostruire contesti, per conoscere e lavorare in gruppo in una dimensione laboratoriale.
Dopo le 19.00 La Casa Totiana offre un’ora ulteriore in cui il gruppo, con o senza i docenti, potrà continuare liberamente lo scambio e l’approfondimento.



I laboratori si rivolgono a studenti, studiosi, ricercatori, artisti, curatori, appassionati delle arti per un numero massimo di 15 partecipanti ad incontro.
La partecipazione avviene tramite iscrizione via email e/o telefonica e prevede un contributo a copertura dei costi.

Modalità di partecipazione:
Contributo per 1 singolo incontro: 15 euro
Contributo per 3 incontri: 39 euro e l’omaggio delle Cartaviglie in realtà aumentata edite da Rubbettino editore – “La parola poesia è la prima poesia. Pensieri e immagini di Gianni Toti sulla poesia”
Contributo per 7 incontri: 70 euro euro e l’omaggio delle Cartaviglie in realtà aumentata edite da Rubbettino editore – “La parola poesia è la prima poesia. Pensieri e immagini di Gianni Toti sulla poesia”

Di seguito il calendario dei laboratori:
1) Per una videopoesia, mercoledì 17 gennaio 2018 conduce Marco Palladini
2) Incatenata alla pellicola, mercoledì 7 febbraio 2018 conduce Valentina Valentini
3) L’originédite, mercoledì 28 febbraio 2018 conduce Bruno Di Marino
4) Tupac Amauta, mercoledì 14 marzo 2018 conduce Silvia Bordini
5) Acà Nada, mercoledì 11 aprile 2018 conduce Sandra Lischi
6) Gramsciategui ou les poesimistes, mercoledì 2 maggio 2018 conduce Marco Maria Gazzano
7) La morte del trionfo della fine, mercoledì 23 maggio 2018 conduce Francesca Gallo

A questo link il calendario dettagliato di ciascun appuntamento presso la sede de La Casa Totiana, in Via Ofanto 18 a Roma.
Per iscrizioni e informazioni:
Silvia Moretti Cell. 349.7334533 Info: segreteria@lacasatotiana.it


MEDIA IN ART!

Team POETRONICART - Saturday, August 19, 2017
Pubblichiamo l'articolo di Valentino Catricalà sul progetto Blind.Wiki di Antoni Abad tratto dall'ultimo aggiornamento di Juliet Cloud Magazine.

Si può fare arte con le tecnologie? È questa una domanda fondamentale oggi, epoca nella quale la tecnologia inizia a essere un rappresentante importante in tutti gli ambiti della nostra vita. Nella quale essa si fa non più un medium ma un "ambiente" vero e proprio: un ambiente nel quale ormai quotidianamente viviamo.

Da più di cinquant'anni gli artisti si interrogano proprio su queste tematiche: come fare arte con le nuove tecnologie? Ed è questo il tema principale al quale è importante rispondere oggi. Media Art vuol dire proprio questo: l'arte nell'epoca dei media.
Arte e tecnologia è infatti un connubio che esiste almeno da più di cinquant’anni. Le media art hanno radici profonde. La nascita di un “ambiente mediale” risale almeno alla fine dell’Ottocento mentre l’utilizzo artistico di questo ambiente è rappresentato già da alcuni esperimenti delle avanguardie storiche. In particolare quegli esperimenti di singoli artisti che, fuori dalle correnti di appartenenza, creavano nuovi oggetti tecnologici per l’arte con la collaborazione di ingegneri e tecnici. Ne sono un esempio l’Optofono di Raoul Hausmann o la “visione elettromeccanica” di El lissitzky: esempi ancora poco conosciuti ma tutti da valorizzare (è quello che stiamo cercando di fare con il Festival sulle media art a Roma e il mio libro sulle media art di prossima pubblicazione per Mimesis).
E’ solamente verso gli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento, tuttavia, che si creano i primi veri filoni dedicati a queste tematiche facendo divenire il connubio arte e tecnologia qualcosa di sempre più riconoscibile. Videoarte, sound art, performance, installazioni tecnologiche, computer art: tutti esempi di un nuovo modo di concepire l’arte e il suo ruolo nella società. Ed è su questa linea che si situano le ultime tendenze dell’arte oggi. L’arte contemporanea sempre più ingloba al suo interno media tecnologici. Sempre più questi entrano in rapporto con noi e con i nostri corpi dipingendo nuovi ambienti e nuove potenzialità.
Un esempio oggi di sicuro interesse è il progetto blind.wiki di Antoni Abad, progetto che pone le proprie basi sul precedente megafone.net (dal 2004 al 2014). Nato come videoartista, invitato da Harald Szeeman alla Biennale di Venezia del 1999, passa ai primi esperimenti di net.art con il progetto z.exe, sviluppando le sue ricerche con il successivo megafone.net. Blind.wiki è uno sviluppo proprio di megafone.net rappresentando un esempio unico nel panorama artistico contemporaneo.
Blind.wiki prima di tutto parte dal corpo. L’artista struttura dei workshop nel quale i partecipanti dovranno imparare ad usare l’applicazione, conoscersi e iniziare a creare una comunità. Le comunità, ci dice, Abad, non sono solo virtuali – come poteva essere ancora per la net.art –, ma hanno il loro germe primario nel rapporto tra contatto fisico e contatto virtuale. L’artista in questo modo si immerge fra i futuri partecipanti, li tocca, ci parla, ne capisce le difficoltà, si sporca le mani. Oltre il net, l’arte e il lavoro di Abad è quello di tornare tra le persone, di capirne i difetti e gli imprevisti di mischiarsi fra loro: egli insegna e impara insieme a loro.
Grazie a questo primo atto di immersione, i partecipanti hanno inglobato gli strumenti e possono così iniziare a postare i contenuti attraverso la “telefonia cellulare” sulla piattaforma creata inizialmente dall’artista con l’aiuto di informatici. La piattaforma si caratterizza anche per la presenza della mappa, che strutturerà la geografia dei contenuti immessi. L’artista ha riadattato la mappa di Open Street Map a un design particolare con dominanze di nero e di giallo.
A crearsi man mano è una vera e propria “comunità interattiva” operante tra il fisico e il virtuale. L’applicazione è pensata propriamente per i non vedenti, i quali hanno come possibilità quella di immettere i contenuti attraverso “registrazioni audio geolocalizzate”. La totalità dei suoni, delle parole, dei rumori della strada, creano dei documenti audio che si strutturano come una “narrativa” non lineare: una narrativa rizomatica aperta alle mille connessioni e possibilità d’ascolto; un “archivio” di storie congelate nell’atto della registrazione: pensieri, idee, narrazioni, dove chiunque può navigare liberamente e scoprire un mondo normalmente sommerso.

A questo link l'ultimo aggiornamento di Juliet Cloud Magazine.

VIDEOMAPPING E SPORT ESTREMI

Team POETRONICART - Saturday, August 05, 2017
Risale al 2010 questo video, ma l'effetto è tutt'ora sorprendente. Il videomapping incontra gli sport estremi grazie a un'installazione di ENESS, un pluripremiato laboratorio di arte e design che opera a Melbourne - Australia, dal 1997. Vari i loro lavori esposti in tutto il mondo e nelle più diverse situazioni, dai Musei di arte contemporanea a paesaggi naturali o urbani. Il cuore della loro attività è trasformare spazi ordinari in esperienze dense di significato e di interazione.
Le loro installazioni combinano varie discipline: arte e tecnologia, architettura, musica e sport. Pioneristico il loro lavoro sul mapping in 3d e in connessione in real-time con il movimento umano in ambito teatrale, negli eventi sportivi e nelle installazioni urbane. 
Per saperne di più visita il sito di Eness

CONCLUSO IL FIUGGI FILM FESTIVAL 2017

Team POETRONICART - Friday, August 04, 2017
Poetronicart partner del Fiuggi Film Festival
Concluso da pochi giorni il FIUGGI FILM FESTIVAL, giunto alla decima edizione - che si è tenuto dal 23 al 29 luglio a Fiuggi – con una maratona di attività gratuite. Partner Poetronicart, start-up innovativa nata da un progetto elaborato nel 2016, quale market-place, una piattaforma digitale (e non solo) rivolta al mondo dell’arte, della cultura e più in generale della creatività per facilitare lo scambio e la relazione tra competenze, risorse, progetti, beni artistici e culturali, è partner.
Il 2017 ha dedicato la serata del 27 luglio alla commemorazione di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino perché, come ha ricordato il direttore Angelo Astrei, un festival cinematografico rivolto ai giovani non può essere esente da doveri morali. Il ricordo dei due magistrati con un video messaggio di Maurizio Costanzo, l’accompagnamento musicale di Santino Cardamone – ex X Factor – e la proiezione di "Sicilian Ghost Story", film evocativo sulla tragedia senza fine della mafia di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza.
La presenza e l'interesse di Poetronicart, nata nell’ambito de La Casa Totiana, residenza-archivio-laboratorio dell’intellettuale e video artista romano, Gianni Toti – scomparso dieci anni fa - risiede nell’apertura verso il mondo del cinema; nell’affiancamento a un progetto che ha una sua storia e delle ottime possibilità di crescita sul territorio.
In collaborazione con il Festival è stata avviata una campagna di crowndfunding, innovativa e coraggiosa per il settore che sta dando risultati incoraggianti.

Leggi l'articolo originale nel blog "Il chiasmo delle rappresentazioni" : ilchiasmodellerappresentazioni
Ilaria Guidantoni


OPERE D’ARTE E RIMPATRIO GIURIDICO

Team POETRONICART - Friday, March 31, 2017

La voluntary disclosure, nel consentire la regolarizzazione dei patrimoni detenuti all’estero in violazione della normativa fiscale nazionale, interessa anche il collezionista d’arte che detiene le proprie opere all’estero senza averle dichiarate al Fisco.

Le opere d’arte, infatti, rientrano nella nozione di investimento che, come chiarito dall’Agenzia delle entrate in occasione dello Scudo fiscale ter con la circolare n. 43/E del 2009, in quanto soggette a monitoraggio fiscale, sono da indicare nel quadro RW, indipendentemente dalla produzione di reddito imponibile in Italia.

La mancata indicazione nel quadro RW oltre a comportare l’applicazione di una sanzione amministrativa dal 3 al 15% del costo o del valore dell’opera, raddoppiata se detenute nei paesi black list, ha inoltre conseguenze negative anche nel caso in cui il collezionista decida di vendere o di rimpatriare l’opera d’arte, in quanto potenzialmente potrebbe integrare ipotesi di riciclaggio.

Se da un lato le opere d’arte debbono intendersi come investimenti all’estero rilevanti ai fini del monitoraggio, dall’altro il conferimento in amministrazione o gestione ad un intermediario italiano, quale la società fiduciaria, consente di esonerare il contribuente dalla compilazione del quadro RW della propria dichiarazione dei redditi.

Tale «rimpatrio giuridico» non comporta il trasferimento materiale delle attività e dei beni in Italia e può consistere sia nell’intestazione dei beni alla società stessa sia nel conferimento alla società di un mandato di amministrazione e gestione senza consegna fisica dei beni stessi: in tale ultimo variante la proprietà, la detenzione e la titolarità dei diritti sulle opere d’arte restano in capo al solo fiduciante (anche ai fini di eventuali certificati, registri e cataloghi). Cosa succede per le opere d’arte detenute/custodite in Italia? Il dl 193/2016, che ha riaperto i termini per l’adesione alla procedura di voluntary disclosure, ha introdotto specifiche disposizioni relativamente a «contanti o valori al portatore», frutto di evasione in annualità non prescritte. In particolare in base al nuovo articolo 5-octies, comma 3, del dl193/2016 è previsto che se la collaborazione volontaria ha ad oggetto contanti o valori al portatore, si presume, salva prova contraria, che essi siano derivati da redditi conseguiti, in quote costanti, a seguito di violazione degli obblighi di dichiarazione commesse nell’anno 2015 e nei quattro periodi d’imposta precedenti.

In tali casi, è prevista una specifica procedura da porre in essere: occorre trasmettere insieme all’istanza di voluntary una dichiarazione in cui si attesta che l’origine di tali valori non deriva da reati diversi da quelli coperti dalla sanatoria; occorre che l’apertura della cassetta di sicurezza avvenga in presenza di un notaio, che certifichi ufficialmente qualità e quantità dei valori contenuti; occorre che il contante venga depositato presso un intermediario finanziario, su un rapporto vincolato fino alla conclusione della procedura.

Il dl n. 193/2016 non facendo più riferimento agli «altri valori» riportati nella prima bozza di testo del provvedimento rende quindi di fatto dubbio il destino delle opere d’arte eventualmente presenti in territorio italiano (ferma restando ovviamente la loro riconducibilità al denaro utilizzato per acquistarle, frutto di evasione). A ben vedere le opere d’arte sono a tutti gli effetti dei beni mobili ed in quanto tali, spesso, non si riesce a dimostrare quale sia la loro provenienza (si pensi ad opere passate in successione da generazioni ecc.) o il loro «costo» d’acquisto o valorizzazione. Le opere d’arte, carenti delle soprammenzionate caratteristiche, pertanto potrebbero essere paragonate a beni più comuni quali i gioielli, denaro contante, ecc. e di conseguenza fatte rientrare nella definizione di «valori al portatore» prevista dalla norma ed essere oggetto di voluntary disclosure nazionale.

In tal caso, focalizzandosi sulla procedura di cui sopra, data l’impossibilità di depositare i beni preziosi su un conto vincolato fino alla conclusione della procedura (come invece previsto per il contante), il contribuente dovrebbe poter procedere con il contratto di amministrazione fiduciaria senza intestazione. Infine è bene segnalare che la regolarizzazione dal punto di vista tributario di opere d’arte detenute all’estero non produce alcun effetto per quanto riguarda le eventuali irregolarità relative alla normativa prevista dal Codice dei beni culturali e del paesaggio (c.d. Codice Urbani) che disciplina il settore in Italia. Ci si deve pertanto domandare se la regolarizzazione fiscale, seppur necessaria, possa far emergere delle situazioni di irregolarità relative alla detenzione dell’opera all’estero, semplicemente per il fatto che l’opera ha varcato il confine italiano in assenza di un attestato di libera circolazione o perché, se dichiarata di interesse culturale, non avrebbe potuto in alcun modo oltrepassare la frontiera: irregolarità quest’ultime che non trovano alcuna copertura da parte della normativa fiscale de quo.

Alessandro Mele

Link all’articolo online: rimpatrio giuridico per le opere d'arte


CARTAVIGLIE “REALMENTE AUMENTATE”

Team POETRONICART - Tuesday, March 28, 2017

Gianni Toti è stato uno scrittore di tutte le scritture: giornalismo, poesia, cinema, teatro, narrativa, videopoesia. Attivo a partire dal secondo dopoguerra, Toti ha scritto versi per dritto e per rovescio; ha inventato neologismi per dare senso al nuovo e ha messo in discussione il senso del già dato; ha scritto libri numerando le pagine al contrario; ha composto racconti per battiti di ciglia (i cosiddetti “racconti da palpebra”); ha pubblicato libri di tutti i formati, dagli audiolibri sino alla piccola collana dei Taschinabili. 

Gianni Toti concepiva la parola come immagine e sognava libri circolari (come Ejsenzstein, del resto). All’inizio degli anni Ottanta, facendo il salto ai linguaggi elettronici, Toti ha composto video-saggi, video-poemetti e videoPoemOpere apprezzati a livello mondiale. Lui stesso si definiva “poetronico”.

Ma cosa avrebbe fatto oggi il “poetronico”? Come avrebbe reagito di fronte alle infinite potenzialità delle tecnologie applicate all’editoria? Gianni Toti sarebbe andato in visibilio. La realtà aumentata? In un certo senso l’aveva già pre-vista, disegnando schermi da leggere e occhiali per “tele-vedere” - “vedere lontano”. 

A porsi simili domande è stata La Casa Totiana, associazione culturale nata nel 2009, casa-museo che conserva la biblioteca e l’archivio di Gianni Toti (e della sua prima moglie, la pittrice ungherese Marinka Dallos). Insieme a Rubbettino editore e alla start-up Poetronicart, in occasione dei dieci anni dalla morte di Gianni Toti, è stato concepito il progetto delle “Cartaviglie” in realtà aumentata. 

Cosa sono le Cartaviglie?

“Cartaviglie” è una parola inventata da Gianni Toti stesso, sulla scorta del paese delle meraviglie (di carta) della piccola Alice di Lewis Carroll. Qui le “Cartaviglie” sono 12 tavole sciolte in carta di alta qualità con una selezione di pensieri di Gianni Toti sulla poesia e sui poeti. 

Scaricando la app Layar sul proprio dispositivo (iOS o android) si scannerizza con la fotocamera la tavola che, come una vera “soglia”, dà l’accesso a innumerevoli contenuti digitali: filmati, brani di video-opere, ma anche documenti sonori, gallerie di immagini, testi di approfondimento e link. 

La Casa Totiana - un’associazione culturale nata a Roma nel 2009, due anni dopo la morte di Gianni Toti, grazie alla moglie Pia Abelli Toti e al contributo di numerosi amici, artisti, studiosi di tutto il mondo - ha deciso di avviare una campagna di raccolta fondi, con l’obiettivo di realizzare e diffondere le “Cartaviglie” in realta aumentata.

Per realtà aumentata si intende l'arricchimento della percezione sensoriale umana mediante informazioni, in genere manipolate e convogliate elettronicamente, che non sarebbero percepibili con i cinque sensi.In particolare le Cartaviglie ti permetteranno di esplorare il variegato mondo poetico di Gianni Toti, ancora oggi precursore e fonte di ispirazione grazie alla sua innata curiosità e alla sua instancabile ricerca di nuove forme espressive.

Puoi sostenere il progetto aderendo alla campagna di crowdfunding che stiamo avviando.

Accedi alla pagina di crowdfunding nel network Poetronic Art e scegli fra i 4 livelli di sostegno al progetto che abbiamo proposto, con le relative ricompense.

In alternativa, cliccando su "partecipa", potrai scegliere di aderire anche con una piccola sottoscrizione, decidendone tu il valore, per partecipare alla realizzazione di questo progetto. 

LA CASA TOTIANA: UNA VOLTA NON C’ERA

Team POETRONICART - Wednesday, March 15, 2017
i paesi che finiscono in -acco sono di origine longobarda _ in uno di questi, nel nord-est, oltre a chiesa, piazza e osteria, c’era la mia prima scuola elementare _ bella! due piani, un cortile con gli ippocastani, finestre grandi e _ in ogni aula un armadietto pieno di libri _ poca la ressa davanti _ per me: il mondo _ passarono tanti anni e accaddero tanti eventi _ anche l’arrivo di Gianni Toti _ quando Gianni non ci fu più, guardai le sue stanze chiedendomi: che fare di tutte queste migliaia e migliaia di libri? come non lasciarli ammutolire? _ così rinacquero pareti con volumi ordinati, catalogati, colorati, spolverati, arieggiati _ insieme ai quadri e a tanti video, le video-poem-opere (le sue immagini in movimento, i suoi vortici di colori) _ fu installato un proiettore per uno schermo in sali-scendi, che copre e discopre la grande lavanda di MarinKa Dallos _ la prima compagna di Gianni _ pittrice naif ungherese, di cui avremo presto il primo catalogo _ ed ecco nata La Casa Totiana _ era il 2009 _ sapevamo che ci aspettava la domanda: come fare _ per evitare l’effetto “armadietto pieno di libri e poca ressa davanti” _ a rischio chiusura? _ nuova fase _ fino al progetto-risposta “Poetronicart ” _ per un nuovo viaggio _ ed ora, visto che le realtà aumentate ci consentono di arrivare da una stanza all’intero mondo _ non ci resta che dire: buon viaggio signore e signori! _ con la start up Poetronicart, che dovrà consentirci di esistere e di soddisfare i nostri/vostri desideri _

A GIANNI TOTI "Il POETRONICO"

Team POETRONICART - Wednesday, March 15, 2017

“E’ del poeta il fin la meraviglia … chi non potrà stupir prenda la striglia" (G.B.Marino)

Gianni Toti sapeva stupire e stupirsi _ un’estate sul lago di Vico _ sul piccolo giardino-terrazzo affacciato al blu acquoreo_ in serena siesta, dopo bagno, cambio completo e pranzo con maccheroni al ragù _ tutto a pennello_ su sdraie accoglienti, occhi estasiati _ guardo Gianni e _ tonda patacca sulla maglia linda e pinta _ muta punto il dito _ lui guarda: che c’è? mantengo il puntamento _ tenta: niente!? che ho fatto?_ sta arrivando il gattino rosso che ci aveva adottato _ gli si piazza davanti _ fissa un punto preciso_ un balzo e _ leccate voraci a tutto spiano _ chi dimentica lo sguardo del poeta! tra l’incredulo, il dubbioso, divertito _ quanta fatalità contraria! _ troppa ragione per me, non ne volevo tanta _ il cielo era lì, bello come soltanto in certi momenti sa essere _ e restare _ Gianni Toti era così _ e tanto altro ancora _ era energia _ a volte debordante _ pensava, scriveva _ scarabocchiava e disegnava (quanti disegni ci siamo trovati! _ e sono una parte soltanto dei tanti sparsi per ogni dove) _ progettava, in piccolo e in grande _ grandissimo_ quanti si sono accorti che dei suoi occhi uno solo vedeva? e alla fine, quasi facendo finta di vedere _ certo, non vedeva solo con gli occhi _ molto era pre-vedere _ intra-vedere _ un’ accanita ricerca di vedere ciò che non si vede _ rischi ne correva, ne ha corsi _ e cercava linguaggi e strumenti noti e ignoti _ sperando di squarciare veli oscuranti _ anch’egli proiettandovi le sue ombre _ rincorrendo le sue rivoluzioni _ e finendo _ con fatale curiosità _ con modi, vie e strumenti nuovi _ anche nella quarta rivoluzione industriale _ l’elettronica non poteva mancare al poetronico _ ed egli si riconobbe_

POETRONICART: UN PROGETTO CULTURA 4.0

Team POETRONICART - Tuesday, March 14, 2017

Stiamo creando la piattaforma B2B dedicata al settore culturale, dell’arte e più in generale della creatività.

Vogliamo promuovere e facilitare la relazione tra tutti gli operatori del settore, produttori (artisti, collezionisti, fondi), intermediari e specialisti (curatori, tecnici, agenti, galleristi) e distributori (musei, esposizioni, aziende, canali) per elaborare, condividere, aggiornare e divulgare progetti culturali o contenuti d’arte, creando e condividendo valore, reperendo risorse e generando profitto.

La nostra proposta è un vero e proprio modello di filiera, con regole semplici e nuove, che mette in rete tutti gli operatori, canalizzando la domanda ed ottimizzando l’offerta per distribuirla e comunicarla al mercato.

La piattaforma condivide i progetti di ricerca e le sperimentazioni che avvengono nel suo network, mette a disposizione strumenti di analisi per valutare ed elaborare quello che accade nella sua comunità, evidenzia le nuove proposte, illustra le nuove tendenze.

Per agevolare l’innovazione attraverso l’implementazione dei nuovi modelli di business, POETRONICART supporta la digitalizzazione dei contenuti, la loro catalogazione e l’integrazione con altre piattaforme digitali.


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