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Blog POETRONICART

IDENTITA' DI DEL BEN

Team POETRONICART - Monday, August 28, 2017
Proponiamo da Juliet Cloud Magazine l'articolo di Alessandra Santin sull'arte di Piergiorgio Del Ben.

Piergiorgio Del Ben (Pordenone 1990) è attento alle relazioni che sottostanno alla formazione e alla distorsione della personalità dell’uomo contemporaneo. Dopo l’Accademia di Belle Arti di Venezia, interessato alle categorie visive della sceneggiatura cinematografica, avvia il progetto Business Story, premiato dalla Bevilacqua la Masa (2011). Quindi si trasferisce a Milano dove continua a semplificare il tratto, Privilegiando pennellate minimali che gli permettono di accentuare la tragicità di volti e personaggi della serie Anonymous Project (selezione Under25 del premio "Artelaguna" 2013 e "Premio Arte" sezione Accademia 2013).
Dopo la laurea specialistica in Product Design all’Accademia di Belle Arti di Brera continua la sua ricerca realizzando Mind Vogue, che indaga lo smarrimento individuale e il mondo della moda.
Quest’ultima serie di ritratti s’inserisce a pieno titolo nelle riflessioni sull’Umanesimo che caratterizzano gli albori del Terzo Millennio. Si tratta di un antiumanesimo capace di annullare la soggettività, asservita alle regole imposte dalla società dei consumi e delle mode. Decontestualizzare la narrazione è il punto di partenza: operazione che Del Ben compie annullando prospettive e segni distintivi del luogo, in cui le figure sono rappresentate.
Campiture omogenee, colori compatti e arealistici assolvono a questo compito con straniante ironia. Privo di punti di riferimento individuali e radicati nella propria storia personale, l’uomo contemporaneo rinuncia al proprio nome e al proprio linguaggio, al proprio sguardo. Ospite di nessun luogo, immerso in una luce artificiale di serena opacità, ciascuno cela o modifica i propri tratti fisiognomici, l’età, la qualità del desiderio e le scelte di pensiero e di direzione. Attraverso una postura ragionata replicata all’infinito, la presenza di texture bidimensionali dell’abbigliamento e dell’arredamento, i protagonisti ritratti da Piergiorgio Del Ben si leggono per sintesi e per piani d’incontro, mai di confronto. Autoreferenziali e privi di autonomia essi rinunciano all’espressione del sé, al fluire del tempo storico, all’enigma.
Sul piano culturale l’assenza dei confini non tanto geografici quanto simbolici, caratteristici di un mondo globalizzato, rappresenta l’impossibilità di giungere a una comunicazione profonda, capace di andare oltre l’apparenza spesso puramente utilitaristica.
Il riconoscimento di alcuni canoni estetici decorativi riconduce ad un presente in cui le regole sociali e il potere economico declinano i principi della persuasione, della pubblicità, della bellezza esteriore codificata. Alcune mostre personali (Woland Art -Portopiccolo TS; MediaNaonis - Cordenons PN; Areaeventi38 Fossalta TV;) realizzate tra il 2016 e il 2017 ripercorrono l’intero percorso di ricerca dell’artista che si configura come esperienza compiuta e apprezzata da critica e pubblico.

Alessandra Santin
Vuoi vedere altre opere di Piergiorgio Del Ben? Consulta l'articolo originale su Juliet Cloud Magazine

MEDIA IN ART!

Team POETRONICART - Saturday, August 19, 2017
Pubblichiamo l'articolo di Valentino Catricalà sul progetto Blind.Wiki di Antoni Abad tratto dall'ultimo aggiornamento di Juliet Cloud Magazine.

Si può fare arte con le tecnologie? È questa una domanda fondamentale oggi, epoca nella quale la tecnologia inizia a essere un rappresentante importante in tutti gli ambiti della nostra vita. Nella quale essa si fa non più un medium ma un "ambiente" vero e proprio: un ambiente nel quale ormai quotidianamente viviamo.

Da più di cinquant'anni gli artisti si interrogano proprio su queste tematiche: come fare arte con le nuove tecnologie? Ed è questo il tema principale al quale è importante rispondere oggi. Media Art vuol dire proprio questo: l'arte nell'epoca dei media.
Arte e tecnologia è infatti un connubio che esiste almeno da più di cinquant’anni. Le media art hanno radici profonde. La nascita di un “ambiente mediale” risale almeno alla fine dell’Ottocento mentre l’utilizzo artistico di questo ambiente è rappresentato già da alcuni esperimenti delle avanguardie storiche. In particolare quegli esperimenti di singoli artisti che, fuori dalle correnti di appartenenza, creavano nuovi oggetti tecnologici per l’arte con la collaborazione di ingegneri e tecnici. Ne sono un esempio l’Optofono di Raoul Hausmann o la “visione elettromeccanica” di El lissitzky: esempi ancora poco conosciuti ma tutti da valorizzare (è quello che stiamo cercando di fare con il Festival sulle media art a Roma e il mio libro sulle media art di prossima pubblicazione per Mimesis).
E’ solamente verso gli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento, tuttavia, che si creano i primi veri filoni dedicati a queste tematiche facendo divenire il connubio arte e tecnologia qualcosa di sempre più riconoscibile. Videoarte, sound art, performance, installazioni tecnologiche, computer art: tutti esempi di un nuovo modo di concepire l’arte e il suo ruolo nella società. Ed è su questa linea che si situano le ultime tendenze dell’arte oggi. L’arte contemporanea sempre più ingloba al suo interno media tecnologici. Sempre più questi entrano in rapporto con noi e con i nostri corpi dipingendo nuovi ambienti e nuove potenzialità.
Un esempio oggi di sicuro interesse è il progetto blind.wiki di Antoni Abad, progetto che pone le proprie basi sul precedente megafone.net (dal 2004 al 2014). Nato come videoartista, invitato da Harald Szeeman alla Biennale di Venezia del 1999, passa ai primi esperimenti di net.art con il progetto z.exe, sviluppando le sue ricerche con il successivo megafone.net. Blind.wiki è uno sviluppo proprio di megafone.net rappresentando un esempio unico nel panorama artistico contemporaneo.
Blind.wiki prima di tutto parte dal corpo. L’artista struttura dei workshop nel quale i partecipanti dovranno imparare ad usare l’applicazione, conoscersi e iniziare a creare una comunità. Le comunità, ci dice, Abad, non sono solo virtuali – come poteva essere ancora per la net.art –, ma hanno il loro germe primario nel rapporto tra contatto fisico e contatto virtuale. L’artista in questo modo si immerge fra i futuri partecipanti, li tocca, ci parla, ne capisce le difficoltà, si sporca le mani. Oltre il net, l’arte e il lavoro di Abad è quello di tornare tra le persone, di capirne i difetti e gli imprevisti di mischiarsi fra loro: egli insegna e impara insieme a loro.
Grazie a questo primo atto di immersione, i partecipanti hanno inglobato gli strumenti e possono così iniziare a postare i contenuti attraverso la “telefonia cellulare” sulla piattaforma creata inizialmente dall’artista con l’aiuto di informatici. La piattaforma si caratterizza anche per la presenza della mappa, che strutturerà la geografia dei contenuti immessi. L’artista ha riadattato la mappa di Open Street Map a un design particolare con dominanze di nero e di giallo.
A crearsi man mano è una vera e propria “comunità interattiva” operante tra il fisico e il virtuale. L’applicazione è pensata propriamente per i non vedenti, i quali hanno come possibilità quella di immettere i contenuti attraverso “registrazioni audio geolocalizzate”. La totalità dei suoni, delle parole, dei rumori della strada, creano dei documenti audio che si strutturano come una “narrativa” non lineare: una narrativa rizomatica aperta alle mille connessioni e possibilità d’ascolto; un “archivio” di storie congelate nell’atto della registrazione: pensieri, idee, narrazioni, dove chiunque può navigare liberamente e scoprire un mondo normalmente sommerso.

A questo link l'ultimo aggiornamento di Juliet Cloud Magazine.

COS'E' LA VIDEOARTE?

Team POETRONICART - Thursday, August 17, 2017
Ripubblichiamo dal magazine di Artuu un interessante articolo a firma di Giovanni Mavaracchio che fa chiarezza su cosa intendiamo per videoarte e quali declinazioni essa comprende. Tra i video proposti anche un ritratto del nostro "Poetronico", Gianni Toti.

Cos’è la Video Arte? Quali sono le sue diverse forme e quali sono i principali attori di questa particolarissima forma espressiva?

Un legame diretto con la tecnologia e con la sua dirompente evoluzione. Un rapporto difficile con il mercato. Un collezionismo di nicchia, ma tanta attenzione da parte dei grandi musei del mondo. Questa la particolare situazione della Video Arte. Con Video Arte intendiamo tutta la produzione artistica basata sulla realizzazione e riproduzione video attraverso diversi supporti. La contraddizione della Video Arte sta, come accennato, nella grande vivacità attuale del settore dettata dall’irrefrenabile crescita tecnologica contemporanea affiancata tuttavia alla difficoltà di commercializzazione delle opere che rientrano in questa particolare forma espressiva. Un mercato secondario davvero poco vibrante ed un collezionismo molto, molto di nicchia non la rendono certo la prima scelta dei galleristi in un momento dove molti hanno bisogno di fare cassa. Grande attenzione tuttavia da parte delle istituzioni: il Moma di New York, ad esempio, ha iniziato a strutturare una collezione video a partire dal 1970. Ma quali sono le diverse forme di Video Arte?
Facciamo un po’ di chiarezza.

Poesia Elettronica
Per quanto all’interno di questa categoria artistica siano confluite un’infinità di tipologie di opere molto diverse tra loro, possiamo indicare con il termine Poesia Elettronica la sperimentazione artistica dove si integra il testo poetico e la Video Arte. Le prime sperimentazioni in tal senso risalgono agli anni ‘80. Gli artisti più significativi per la Poesia Elettronica sono Gianni Toti, Philadelpho Menezes, Gary Hill, Giovanni Fontana, Caterina Davinio, Julien Blaine.

Gianni TOTI "POETRONIC" from BATCHbe on Vimeo.


Video Installazione
La Video Installazione è un’installazione artistica che attraverso l’utilizzo di schermi o altri supporti video vuole coinvolgere in maniera totale lo spettatore, che viene catapultato in una realtà parallela creata dall’artista. Ne sono i principali esponenti Bill Viola, Fabrizio Plessi, Wolf Vostell, Pipilotti Rist, Tony Oursler, Pierre Huyghe.

Video Scultura
Il video che diventa protagonista di opere scultoree, la luce emessa da un proiettore che illumina una statua, schermi e tubi catodici che cambino la loro funzione, che diventano opere d’arte. Questi gli elementi alla base della Video Scultura, di cui Tony Oursler è sicuramente l’esponente principale.



Videoambiente
Il Videoambiente, simile alla Video Installazione, consiste in installazioni audio video che ricreano interi ambienti con i quali lo spettatore interagisce. L’esperienza che lo spettatore vive è di coinvolgimento totale. Gli artisti video installativi sono quelli che di frequente sperimentano la creazione di Videoambienti.



Autore: Giovanni Mavaracchio
Leggi l'articolo originale su Artuu

VIDEOMAPPING E SPORT ESTREMI

Team POETRONICART - Saturday, August 05, 2017
Risale al 2010 questo video, ma l'effetto è tutt'ora sorprendente. Il videomapping incontra gli sport estremi grazie a un'installazione di ENESS, un pluripremiato laboratorio di arte e design che opera a Melbourne - Australia, dal 1997. Vari i loro lavori esposti in tutto il mondo e nelle più diverse situazioni, dai Musei di arte contemporanea a paesaggi naturali o urbani. Il cuore della loro attività è trasformare spazi ordinari in esperienze dense di significato e di interazione.
Le loro installazioni combinano varie discipline: arte e tecnologia, architettura, musica e sport. Pioneristico il loro lavoro sul mapping in 3d e in connessione in real-time con il movimento umano in ambito teatrale, negli eventi sportivi e nelle installazioni urbane. 
Per saperne di più visita il sito di Eness

CONCLUSO IL FIUGGI FILM FESTIVAL 2017

Team POETRONICART - Friday, August 04, 2017
Poetronicart partner del Fiuggi Film Festival
Concluso da pochi giorni il FIUGGI FILM FESTIVAL, giunto alla decima edizione - che si è tenuto dal 23 al 29 luglio a Fiuggi – con una maratona di attività gratuite. Partner Poetronicart, start-up innovativa nata da un progetto elaborato nel 2016, quale market-place, una piattaforma digitale (e non solo) rivolta al mondo dell’arte, della cultura e più in generale della creatività per facilitare lo scambio e la relazione tra competenze, risorse, progetti, beni artistici e culturali, è partner.
Il 2017 ha dedicato la serata del 27 luglio alla commemorazione di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino perché, come ha ricordato il direttore Angelo Astrei, un festival cinematografico rivolto ai giovani non può essere esente da doveri morali. Il ricordo dei due magistrati con un video messaggio di Maurizio Costanzo, l’accompagnamento musicale di Santino Cardamone – ex X Factor – e la proiezione di "Sicilian Ghost Story", film evocativo sulla tragedia senza fine della mafia di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza.
La presenza e l'interesse di Poetronicart, nata nell’ambito de La Casa Totiana, residenza-archivio-laboratorio dell’intellettuale e video artista romano, Gianni Toti – scomparso dieci anni fa - risiede nell’apertura verso il mondo del cinema; nell’affiancamento a un progetto che ha una sua storia e delle ottime possibilità di crescita sul territorio.
In collaborazione con il Festival è stata avviata una campagna di crowndfunding, innovativa e coraggiosa per il settore che sta dando risultati incoraggianti.

Leggi l'articolo originale nel blog "Il chiasmo delle rappresentazioni" : ilchiasmodellerappresentazioni
Ilaria Guidantoni


GALLERIE D’ARTE E SOCIAL NETWORK

Team POETRONICART - Thursday, July 06, 2017

Come comunicare sui social network per coinvolgere il pubblico della mia galleria?


La comunicazione digitale è diventata uno strumento imprescindibile per qualsiasi attività commerciale, gallerie d’arte incluse.
Tuttavia comunicare sui social non significa esclusivamente condividere un articolo interessante o una foto della mia galleria. La sfida è quella di emergere tra una moltitudine di competitor ed influencer, offrendo contenuti quanto più personalizzati, fruibili e coinvolgenti possibili. Di seguito vediamo alcuni esempi (intelligenti) di utilizzo dei social da parte di dealer e personalità di settore.

FACEBOOK

Facebook è tuttora il social network che fa leva sul numero maggiore di utenti. I like alla nostra pagina facebook dicono quanto traffico abbiamo sulla nostra piattaforma o quanta gente conosce la nostra galleria. Per questo è utile canalizzare molto pubblico sulla nostra pagina creando un elevato numero di contenuti quanto più accattivanti. Per far questo la piattaforma ha creato strumenti per facilitare la creazione e condivisione di contenuti:Facebook live è lo strumento che ti permette di creare dirette video direttamente dal proprio profilo. Questa funzionalità permette uno scambio diretto tra dealer e pubblico che può essere virtualmente presente in galleria. È uno strumento molto utilizzato durante performance o eventi live

TWITTER

E’ il social network delle news e della velocità. La sua funzionalità è quella di rimanere e tenere aggiornato il pubblico e coinvolgere l’audience in una dicussione o un evento live. Il suo punto di forza è proprio quello della comunicazione, dello scambio.
Twitter Moments. E’ uno strumento tramite cui creare editoriali di eventi, una sorta di racconto composto dai tweet di chi era presente che scorrono in ordine cronologico

INSTAGRAM

Lo abbiamo detto più volte, è il social network più usato dal mercato dell’arte. Ma d’altronde non poteva essere diversamente dato che instagram è il regno delle immagini. Il più popolare strumento per raccontarsi sulla piattaforma è sicuramente instagram stories, che permette di registrare una sequenza di video e foto che descrivono una giornata o un evento. Tuttavia Le instagram stories vengono cancellate dal web 24 ore dopo la loro realizzazione, per questo non abbiamo esempi utili da proporvi. Uno dei metodi più intelligenti per crearsi un ampio seguito su instagram è intercettare e utilizzare i top trend.

Scopri i top trend su

By Sofia Beltramo

NASCE POETRONICART: ARTE, SCIENZA, ECONOMIA

Team POETRONICART - Monday, June 26, 2017

Nasce la startup Poetronicart che coniuga arte, economia e scienza e mette gli operatori culturali al centro di una rete virtuosa di relazioni con possibili investitori. A ispirarla il giornalista Gianni Toti.

Perché mai l’arte non dovrebbe essere un lavoro?”, questa è la domanda cui risponde la nascita della start up innovativa Poetronicart. A parlare è Silvia Moretti, project manager del progetto presentato al Mercato Nomentano di Roma. Poetronicart deve il suo nome a Gianni Toti, giornalista, poeta e artista, che negli anni Ottanta ha dato vita alla “poetronica”, neologismo nato dalla fusione di poesia ed elettronica. La sua eredità viene raccolta dalla start-up che si configura come una piattaforma digitale (www.poetronicart.com), luogo di scambio culturale che vive grazie alla rete.

GLI OBIETTIVI

Obiettivo primario è inserire il tema della filiera economica industriale nel settore culturale, contaminando l’ambito artistico con principi economici e scientifici. Più concretamente, si tratta di una società che vuole rispondere alle esigenze degli operatori del mondo della cultura – galleristi, collezionisti, curatori, studiosi – i quali, iscrivendosi, hanno la possibilità di entrare in contatto con altri professionisti e con investitori per poter realizzare progetti e, in definitiva, produrre reddito. Poetronicart è stata fondata oltre che da Pia Abelli Toti, presidente de La Casa Totiana, da Giovanni Abelli che ha disegnato e gestito diverse start-up ed è sostenitore della “creative economy” e dell’uso di processi creativi applicati al business. Si tratta dunque di un progetto coraggioso che intende sfidare i preconcetti del nostro tempo e le resistenze del nostro Paese nel considerare la cultura una fonte di “profitto”.

E C’È ANCHE UN LIBRO

Afferma Silvia Moretti: “concepiamo l’arte – e ogni operazione artistica e creativa più in generale – come settore su cui concentrare i nostri sforzi in quanto strumento in sé di valore e capace di generare nuovo valore, settore che non ha motivo di essere estraneo a una visione economica contemporanea”. Il Mercato Nomentano di Roma, luogo fisico di incontri dove il commercio segue modalità cui siamo abituati, apre le porte a un mercato virtuale in cui le merci non sono più gli oggetti artistici, bensì le idee. Un esempio di questa nuova piattaforma? Il libro in realtà aumentata Le Cartaviglie che sarà pubblicato dall’editore calabrese Rubbettino, uno dei partner di Poetronicart, in occasione del decennale della morte di Gianni Toti e che è possibile sostenere online.

– Paola Lagonigro

Paola Lagonigro

Paola Lagonigro si è laureata in Storia dell’Arte Contemporanea alla Sapienza di Roma con una tesi sui rapporti tra videoarte e pittura. Dopo anni di esperienza nell’ambito della didattica museale, prima al MAXXI e poi in altri musei romani, ha intrapreso un dottorato alla Sapienza approfondendo il suo argomento di tesi. Interessata allo studio dei nuovi media, si interroga sulle metamorfosi delle espressioni artistiche nell’era dell’elettronica, convinta che la cultura popolare non sia una forma minore di cultura.

LINK ALL’ARTICOLO


OPERE D’ARTE E RIMPATRIO GIURIDICO

Team POETRONICART - Friday, March 31, 2017

La voluntary disclosure, nel consentire la regolarizzazione dei patrimoni detenuti all’estero in violazione della normativa fiscale nazionale, interessa anche il collezionista d’arte che detiene le proprie opere all’estero senza averle dichiarate al Fisco.

Le opere d’arte, infatti, rientrano nella nozione di investimento che, come chiarito dall’Agenzia delle entrate in occasione dello Scudo fiscale ter con la circolare n. 43/E del 2009, in quanto soggette a monitoraggio fiscale, sono da indicare nel quadro RW, indipendentemente dalla produzione di reddito imponibile in Italia.

La mancata indicazione nel quadro RW oltre a comportare l’applicazione di una sanzione amministrativa dal 3 al 15% del costo o del valore dell’opera, raddoppiata se detenute nei paesi black list, ha inoltre conseguenze negative anche nel caso in cui il collezionista decida di vendere o di rimpatriare l’opera d’arte, in quanto potenzialmente potrebbe integrare ipotesi di riciclaggio.

Se da un lato le opere d’arte debbono intendersi come investimenti all’estero rilevanti ai fini del monitoraggio, dall’altro il conferimento in amministrazione o gestione ad un intermediario italiano, quale la società fiduciaria, consente di esonerare il contribuente dalla compilazione del quadro RW della propria dichiarazione dei redditi.

Tale «rimpatrio giuridico» non comporta il trasferimento materiale delle attività e dei beni in Italia e può consistere sia nell’intestazione dei beni alla società stessa sia nel conferimento alla società di un mandato di amministrazione e gestione senza consegna fisica dei beni stessi: in tale ultimo variante la proprietà, la detenzione e la titolarità dei diritti sulle opere d’arte restano in capo al solo fiduciante (anche ai fini di eventuali certificati, registri e cataloghi). Cosa succede per le opere d’arte detenute/custodite in Italia? Il dl 193/2016, che ha riaperto i termini per l’adesione alla procedura di voluntary disclosure, ha introdotto specifiche disposizioni relativamente a «contanti o valori al portatore», frutto di evasione in annualità non prescritte. In particolare in base al nuovo articolo 5-octies, comma 3, del dl193/2016 è previsto che se la collaborazione volontaria ha ad oggetto contanti o valori al portatore, si presume, salva prova contraria, che essi siano derivati da redditi conseguiti, in quote costanti, a seguito di violazione degli obblighi di dichiarazione commesse nell’anno 2015 e nei quattro periodi d’imposta precedenti.

In tali casi, è prevista una specifica procedura da porre in essere: occorre trasmettere insieme all’istanza di voluntary una dichiarazione in cui si attesta che l’origine di tali valori non deriva da reati diversi da quelli coperti dalla sanatoria; occorre che l’apertura della cassetta di sicurezza avvenga in presenza di un notaio, che certifichi ufficialmente qualità e quantità dei valori contenuti; occorre che il contante venga depositato presso un intermediario finanziario, su un rapporto vincolato fino alla conclusione della procedura.

Il dl n. 193/2016 non facendo più riferimento agli «altri valori» riportati nella prima bozza di testo del provvedimento rende quindi di fatto dubbio il destino delle opere d’arte eventualmente presenti in territorio italiano (ferma restando ovviamente la loro riconducibilità al denaro utilizzato per acquistarle, frutto di evasione). A ben vedere le opere d’arte sono a tutti gli effetti dei beni mobili ed in quanto tali, spesso, non si riesce a dimostrare quale sia la loro provenienza (si pensi ad opere passate in successione da generazioni ecc.) o il loro «costo» d’acquisto o valorizzazione. Le opere d’arte, carenti delle soprammenzionate caratteristiche, pertanto potrebbero essere paragonate a beni più comuni quali i gioielli, denaro contante, ecc. e di conseguenza fatte rientrare nella definizione di «valori al portatore» prevista dalla norma ed essere oggetto di voluntary disclosure nazionale.

In tal caso, focalizzandosi sulla procedura di cui sopra, data l’impossibilità di depositare i beni preziosi su un conto vincolato fino alla conclusione della procedura (come invece previsto per il contante), il contribuente dovrebbe poter procedere con il contratto di amministrazione fiduciaria senza intestazione. Infine è bene segnalare che la regolarizzazione dal punto di vista tributario di opere d’arte detenute all’estero non produce alcun effetto per quanto riguarda le eventuali irregolarità relative alla normativa prevista dal Codice dei beni culturali e del paesaggio (c.d. Codice Urbani) che disciplina il settore in Italia. Ci si deve pertanto domandare se la regolarizzazione fiscale, seppur necessaria, possa far emergere delle situazioni di irregolarità relative alla detenzione dell’opera all’estero, semplicemente per il fatto che l’opera ha varcato il confine italiano in assenza di un attestato di libera circolazione o perché, se dichiarata di interesse culturale, non avrebbe potuto in alcun modo oltrepassare la frontiera: irregolarità quest’ultime che non trovano alcuna copertura da parte della normativa fiscale de quo.

Alessandro Mele

Link all’articolo online: rimpatrio giuridico per le opere d'arte


CARTAVIGLIE “REALMENTE AUMENTATE”

Team POETRONICART - Tuesday, March 28, 2017

Gianni Toti è stato uno scrittore di tutte le scritture: giornalismo, poesia, cinema, teatro, narrativa, videopoesia. Attivo a partire dal secondo dopoguerra, Toti ha scritto versi per dritto e per rovescio; ha inventato neologismi per dare senso al nuovo e ha messo in discussione il senso del già dato; ha scritto libri numerando le pagine al contrario; ha composto racconti per battiti di ciglia (i cosiddetti “racconti da palpebra”); ha pubblicato libri di tutti i formati, dagli audiolibri sino alla piccola collana dei Taschinabili. 

Gianni Toti concepiva la parola come immagine e sognava libri circolari (come Ejsenzstein, del resto). All’inizio degli anni Ottanta, facendo il salto ai linguaggi elettronici, Toti ha composto video-saggi, video-poemetti e videoPoemOpere apprezzati a livello mondiale. Lui stesso si definiva “poetronico”.

Ma cosa avrebbe fatto oggi il “poetronico”? Come avrebbe reagito di fronte alle infinite potenzialità delle tecnologie applicate all’editoria? Gianni Toti sarebbe andato in visibilio. La realtà aumentata? In un certo senso l’aveva già pre-vista, disegnando schermi da leggere e occhiali per “tele-vedere” - “vedere lontano”. 

A porsi simili domande è stata La Casa Totiana, associazione culturale nata nel 2009, casa-museo che conserva la biblioteca e l’archivio di Gianni Toti (e della sua prima moglie, la pittrice ungherese Marinka Dallos). Insieme a Rubbettino editore e alla start-up Poetronicart, in occasione dei dieci anni dalla morte di Gianni Toti, è stato concepito il progetto delle “Cartaviglie” in realtà aumentata. 

Cosa sono le Cartaviglie?

“Cartaviglie” è una parola inventata da Gianni Toti stesso, sulla scorta del paese delle meraviglie (di carta) della piccola Alice di Lewis Carroll. Qui le “Cartaviglie” sono 12 tavole sciolte in carta di alta qualità con una selezione di pensieri di Gianni Toti sulla poesia e sui poeti. 

Scaricando la app Layar sul proprio dispositivo (iOS o android) si scannerizza con la fotocamera la tavola che, come una vera “soglia”, dà l’accesso a innumerevoli contenuti digitali: filmati, brani di video-opere, ma anche documenti sonori, gallerie di immagini, testi di approfondimento e link. 

La Casa Totiana - un’associazione culturale nata a Roma nel 2009, due anni dopo la morte di Gianni Toti, grazie alla moglie Pia Abelli Toti e al contributo di numerosi amici, artisti, studiosi di tutto il mondo - ha deciso di avviare una campagna di raccolta fondi, con l’obiettivo di realizzare e diffondere le “Cartaviglie” in realta aumentata.

Per realtà aumentata si intende l'arricchimento della percezione sensoriale umana mediante informazioni, in genere manipolate e convogliate elettronicamente, che non sarebbero percepibili con i cinque sensi.In particolare le Cartaviglie ti permetteranno di esplorare il variegato mondo poetico di Gianni Toti, ancora oggi precursore e fonte di ispirazione grazie alla sua innata curiosità e alla sua instancabile ricerca di nuove forme espressive.

Puoi sostenere il progetto aderendo alla campagna di crowdfunding che stiamo avviando.

Accedi alla pagina di crowdfunding nel network Poetronic Art e scegli fra i 4 livelli di sostegno al progetto che abbiamo proposto, con le relative ricompense.

In alternativa, cliccando su "partecipa", potrai scegliere di aderire anche con una piccola sottoscrizione, decidendone tu il valore, per partecipare alla realizzazione di questo progetto. 

LA CASA TOTIANA: UNA VOLTA NON C’ERA

Team POETRONICART - Wednesday, March 15, 2017
i paesi che finiscono in -acco sono di origine longobarda _ in uno di questi, nel nord-est, oltre a chiesa, piazza e osteria, c’era la mia prima scuola elementare _ bella! due piani, un cortile con gli ippocastani, finestre grandi e _ in ogni aula un armadietto pieno di libri _ poca la ressa davanti _ per me: il mondo _ passarono tanti anni e accaddero tanti eventi _ anche l’arrivo di Gianni Toti _ quando Gianni non ci fu più, guardai le sue stanze chiedendomi: che fare di tutte queste migliaia e migliaia di libri? come non lasciarli ammutolire? _ così rinacquero pareti con volumi ordinati, catalogati, colorati, spolverati, arieggiati _ insieme ai quadri e a tanti video, le video-poem-opere (le sue immagini in movimento, i suoi vortici di colori) _ fu installato un proiettore per uno schermo in sali-scendi, che copre e discopre la grande lavanda di MarinKa Dallos _ la prima compagna di Gianni _ pittrice naif ungherese, di cui avremo presto il primo catalogo _ ed ecco nata La Casa Totiana _ era il 2009 _ sapevamo che ci aspettava la domanda: come fare _ per evitare l’effetto “armadietto pieno di libri e poca ressa davanti” _ a rischio chiusura? _ nuova fase _ fino al progetto-risposta “Poetronicart ” _ per un nuovo viaggio _ ed ora, visto che le realtà aumentate ci consentono di arrivare da una stanza all’intero mondo _ non ci resta che dire: buon viaggio signore e signori! _ con la start up Poetronicart, che dovrà consentirci di esistere e di soddisfare i nostri/vostri desideri _

POETRONICART srl
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